lunedì 13 luglio 2009

INAUGURAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO: INNO ALLA GIOIA E ALZABANDIERA

Inno alla Gioia di Beethoven eseguito dalla filarmonica di Strasburgo

Alzabandiera

lunedì 22 giugno 2009

VIAGGIO NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI NATZWEILER-STRUTHOF



















Natzweiler-Struthof (in lingua tedesca: Konzentrationslager Natzweiler) è stato, durante la Seconda guerra mondiale, il solo campo di concentramento costruito in terra francese (anche se l'Alsazia allora era stata unita al III Reich) ed è situato presso il villaggio di Natzwiller, immerso tra i monti Vosgi a 800 metri di altezza, a circa 50 chilometri a sud-ovest di Strasburgo. Il campo è stato attivo dal 21 maggio 1941 sino al settembre 1944, quando i soldati delle SS in fuga evacuarono il campo, che venne liberato dalle forze americane il 23 novembre 1944. In totale vennero internati circa 40.000 persone, provenienti dalla Polonia, dall'Urss, dai Paesi Bassi, Francia, Germania, Norvegia. Era essensizalmente un campo di lavoro formato da 17 baracche in legno, una cucina, il crematorio, con un alto camino. A circa un chilometro e mezzo di distanza nella strada verso Schirmeck era situata la camera a gas. I deportati dovevano eseguire lavori stradali ed erano impiegati negli stabilimenti industriali nelle vicinanze. In totale si stima che siano state circa 25.000 le persone morte a Natzweiler-Struthof, tra le quali anche quattro donne fucilate il 6 luglio 1944. Nonostante la popolazione femminile del campo fosse esigua, solamente 7 donne delle SS servirono al campo principale (su un totale di 600 guardie), e altre quindici nel sistema dei sottocampi. Il campo fu anche teatro di crudeli esperimenti su esseri umani, sia vivi che morti, ad opera dei prof. Hirt, Haagen e Bikenbach dell' Università di Strasburgo.

lunedì 1 giugno 2009

GENERALMENTE SONO DI PICCOLA STATURA E DI PELLE SCURA


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro .I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Ottobre 1912.
Dalla relazione dell’ Ispettorato per l’ immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani

giovedì 28 maggio 2009

SPECIALE ELEZIONI EUROPEE 2009: COS'E' IL PARLAMENTO EUROPEO?







Il Parlamento Europeo è l'assemblea, eletta a suffragio diretto dal 1979, che riunisce i deputati dei 27 membri dell'Unione europea, in rappresentanza di 492 milioni di cittadini europei. E' composto da 750 membri (prima 785) di cui 72 italiani (prima 78) viene eletto ogni 5 anni ed ha 3 sedi ufficiali di lavoro: Bruxelles, Lussemburo e Strasburgo. A Lussembugo ha sede il Presidente, il segretariato generale ed i traduttori; ha Bruxelles ci sono le sedi dei gruppi politici e si riuniscono le commissioni parlamentari con il compito di preparare gli atti ed i documenti; a Strasburgo avvengono, mediamente una settimana al mese, le sedute plenarie dove vengo discussi e votati tutti i documenti presentati. Strasburgo é stata scelta come sede del Parlamento Europeo in quanto 'ciità simbolo' dell'Europa, in Alsazia terra di confine tra Francia e Germania dove si sono combattute per anni guerre sanguinose tra questi due stati. Questo lugo vuole simboleggiare la volontà dei popoli europei di non farsi più la guerra ma di mettersi insieme per un futuro comune di prosperità e di pace. Altro significato della sede di Strasburgo è la presenza del Consiglio d'Europa, il piu' natico (60 anni) organo continentale che in questo momento conta praticamente tutti gli stati europei (42), obbiettivo simbolico della Ue è arrivare in futuro ad avere tanti stati quanto il Consiglio d'Europa.



I poteri del Parlamento Europeo: al contrario di quanto si sente spesso dire in Italia il Parlamento Europeo con gli anni ha aquisito un ruolo e poteri sempre più ampi. Si pensi che il 60% delle leggi che vengono approvate a livello nazionale hanno una proveninza comunitaria, questo vuol dire che il 'fattore europa' è qualcosa di sempre più ineludibile nella nostra vita quotidiana anche se non ce ne accorgiamo, un po' per una certa incapacità delle istituzioni europee di comunicare, un po' perchè i vari Parlamenti e Governi nazionali non hanno interesse a far conoscere la reale situazione. 1) Potere legislativo: nella procedura legislativa ordinaria, su un piano di parità, PE e Consiglio dei ministri approvano congiuntamente la legislazione proposta dalla Commissione. Il consenso finale del PE è pertanto indispensabile. Il Parlamento non ha potere d'iniziativa legislativa che spetta alla Commissione, pero' puo' richiedere alla stessa di presentare proposte legislative mediante raccomandazioni dettagliate. 2) Potere di bilancio: il Pe e il Consiglio approvano congiuntamente il bilancio, in pratica condividono gli stessi poteri. Il Pe fissa le priorità politiche, ed ogni anno a dicembre stabilsce il bilancio per l'anno successivo. 3) Potere di controllo democratico: detto controllo puo' essere esercitato su tutta l'attività comunitaria. In particolare puo' costituire commissioni temporanee di inchiesta. 3) Potere di fiducia e di pressione sulla Commissione: il Pe una volta ratificata la nomina del Presidente della Commissione, tiene un audizione con i Commissari designati e decidere se concedere o meno la fiducia alla Commissione nel suo insieme. Come avvenne nel famoso 'caso Buttiglione' del 2004 il Parlamento Europeo ha invitato il presidente Barroso a procedere alla sostituzione del Commissario italiano, giudicato non adatto al ruolo a seguito di alcune sue dichiarazioni non condivise dalla maggioranza del Parlamento. Barroso aderi' alle osservazioni sostituendo il Commissario italiano. A tal potere si affianca quello di Censura alla Commissione, per questo atto é necessario la maggioranza assoluta dei deputati e i due terzi dei voti espressi, nel qual caso la Commissione sarebbe costretta a dimettersi in blocco. Questo potere non è stato mai esercitato fino ora, nonostante costituisca un notevole strumento di pressione.



martedì 26 maggio 2009

LA RAGAZZA DELL' AUTOBUS


Viaggiavo quel mattino, come ogni solito mattino, a bordo del bus numero 57 diretto al polo delle scienze sociali di Novoli a Firenze, tutto attorno a me un vociare insistente di studenti, anziane signore e ragazzi di colore che si recavano davanti alle facoltà per cercare di vendere libri di poesie africane. Mi pare un giorno di avergliene comprato uno ma sono sicuro di non averlo mai letto. Magari ho fatto male, ma in ogni caso non l'ho fatto. In realtà di letture in vita mia ne ho fatte veramente poche, solitamente mi tengo informato con i giornali free press che tutti i giorni mi rifilano per strada. I bus sono diventati oramai lo specchio delle differenze di classe, al loro interno vi si trovano persone che per una ragione o per l'altra non possono permettersi una macchina propria e che perciò loro malgrado scelgono il mezzo pubblico. Inconsapevoli protettori della qualità dell'aria cittadina, invece di essere premiati, sono costretti a stare appiccicati come sardine l'uno contro l'altro. La mattina in questione oltre al solito ingorgo quotidiano ci si mise pure un fitto acquazzone che come da copione, in questi casi, bloccò il traffico rendendo il viaggio più lento e logorroico del solito. Affianco a me vi era seduta un'anziana signora vestita con un cappottone rosso natalizio ed i capelli cotonati color argento; mi era saltata all'occhio perché aveva fatto una partaccia ad uno studente che non le aveva lasciato prontamente il posto a sedere. Con la sicurezza di chi sa di aver comunque ragione e la ghigna di chi vuole per forza rompere i coglioni l'impavida nonnina iniziò a inveire, con un accento marcatamente fiorentino, contro lo sventurato studente che dopo una timido cenno di reazione si alzò scocciato allontanandosi in direzione dell'uscita. Subito dopo questa scena grottesca vidi una piccola mano infilarsi nel giacca rosso natalizia della vecchia e da lì estrarvi il borsello. Il gesto fu rapido e sicuro tanto da non darmi al momento nemmeno la certezza che fosse avvenuto. Allungai la testa e vidi due bellissimi occhi azzurri che incrociarono il mio sguardo e che sparirono in un lampo in coincidenza della fermata. Preso dal panico sul da farsi afferrai lo zaino e, strattonando due o tre persone prima di me, riuscii ad uscire dal mezzo e vidi la ragazza dirigersi nel parchetto attiguo alla fermata. La seguii, la pioggia fitta aveva reso i viali del parco un pantano che non risparmiò i miei pantaloni e le mie povere scarpe che divennero rapidamente marroni. La figura femminile ad un tratto si voltò nella mia direzione, vidi per la seconda volta gli splendidi occhi azzurri dell'autobus, accortasi della mia presenza iniziò a correre, io per risposta feci altrettanto. Non sono mai stato un buon atleta, anzi non sono mai stato un'atleta, a scuola avevo sempre avuto un seino ad educazione fisica, e in quell'occasione meritavo anche qualcosa di meno, infatti, dopo pochi minuti mi prese l'affanno ma soprattutto inciampai su un enorme pozzanghera finendoci dentro. Mi resi conto che ero nella melma ma soprattutto nella merda. Riuscii a rialzarmi, la prima cosa che mi venne in mente era se il cellulare era sempre funzionante, ma non lo trovavo doveva essere sguazzante in mezzo alla pozzanghera. Alzai lo sguardo e vidi la causa dei miei guai poco distante da me che mi fissava ridendo sotto i baffi. Tese la mano per tirarmi fuori dal pantano ed io un po' incredulo un po' incazzato allungai il braccio e con un po' di forza uscii dalla pozza. Mi disse, con accento forse slavo, che abitava qui vicino e che se volevo potevo andare ad asciugarmi da lei. Inerme e incosciente la seguii sino al suo appartamento in un seminterrato di un palazzo poco distante dal parco. Si chiamava Marzena, almeno così disse, ed era originaria di un paesino del sud della Polonia, lavorava sino a due settimane prima in una profumeria del centro di Firenze ma non gli avevano rinnovato il contratto a causa della crisi. Le chiesi un asciugamano pulito e mi infilai in bagno cercando di darmi una parvenza di decenza, quel giorno avevo da consegnare il secondo capitolo della tesi che tra l'altro era diventato un colabrodo. D'un tratto sentii il suono del mio telefonino e un sospiro di sollievo mi pervase, lo stato di felicità durò solo un secondo il tempo di accorgermi che il suono non proveniva dai miei indumenti ma da fuori del bagno. Mi affacciai di colpo e vidi Marzena che stava con il mio telefono in mano nell'intento di togliere la scheda. Incredulo ed a questo punto incazzato nero mi misi ad urlare, mi avvicinai a lei che prontamente tirò fuori di tasca uno spray al peperoncino spruzzandomelo negli occhi, caddi a terra sbattendo la testa. Di li l'oscurità, la notte, un suono familiare ed insistente, qualcosa di pesante e di umidiccio addosso. Aprii gli occhi e vidi la viscida lingua di Leo il mio cane intenta a lavarmi il viso, nel comodino la mia sveglia che suonava all'impazzata, era solo un sogno. Cazzo. Sentii la voce di mia madre che mi ricordava che dovevo andare all'università aconsegnare il secondo capitolo della tesi. Più rincoglionito che mai mi preparai per uscire di casa. Salito sull'autobus trovai un posto a sedere, non c'erano vecchietti con la ghigna attorno quindi mi misi a leggere in tranquillità il solito giornaletto. Circa a metà del tragitto il bus fece una brusca frenata , alzai gli occhi proprio nel bel mezzo dell'oroscopo. Notai per caso una piccola mano che sfilava un borsello dalla borsa di un signore di mezza età, mi alzai di colpo e vidi il volto di una ragazza con due bellissimi occhi azzurri che si incrociarono con i miei. Gridai un nome, Marzena. L'autobus si fermò la ragazza scese, io la seguii ma questa è un'altra storia.

sabato 25 aprile 2009

BUON 25 APRILE A TUTTI


Antonio Gramsci - Indifferenti



“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

lunedì 6 aprile 2009

HELP TO ABRUZZO NOW SUBITO

8/4/2009 Un aiuto subito" - “Un aiuto subito”, an appeal on behalf of communities affected by the Abruzzo earthquake, was launched within hours of the disaster by the Corriere della Sera, Corriere.it, the Gazzetta dello Sport, Gazzetta.it and City. WHAT TO DO – Anyone wishing to make a donation to help victims in the earthquake zone can do so by bank transfer or by credit card. BANK TRANSFER: Intesa-San Paolo, ABI 3069, CAB 05061, account number 1000/144, account name: “Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo”. IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144 CREDIT CARD DONATIONS (CartaSi, MasterCard, Visa, American Express) CartaSi Freephone: 800 317800 (from some mobiles, dial 12 followed by the number) Calls from abroad: +39 02 34980235. Have your credit card ready and follow the recorded instructions.
(notizia Corriere.it)

7/4/2009 ROMA - Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a tutti i volontari di Pescara e provincia, a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto che ha colpito l'Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.
(NOTIZIA ANSA)

L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per INFO 06 491340, per favore fate di questo post il vostro status.

Donazione sangue Terremoto Aquila lunedi 6 2009
Serve sangue per i terremotati dell'Aquila e le zone del terremoto circostanti ecco le informazioni necessarie

12:51 Elenco ambulatori nel Lazio dove donare il sangueElenco degli ambulatori nel Lazio dove si puiò donare il sangue.Policlinico Umberto I;ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli; ospedale Sandro Pertini; Policlinico Tor Vergata; ospedale San Giovanni Evangelista Tivoli; ospedale Delfino Parodi Colleferro; San Giovanni Addolorata; Cto; ospedale S. Eugenio; ospedale civile di Velletri; ospedale civile di Frascati; ospedale civile di Anzio/Nettuno; San Camillo Forlanini; ospedale Grassi di Ostia;ospedale Pediatrico Bambino Gesù;I.F.OSan Filippo Neri; ospedale S. Andrea; ospedale San Pietro FBF; ospedale S. Spirito;ospedale civile San Paolo di Civitavecchia;policlinico Gemelli; ospedale degli Infermi di Viterbo; ospedale Civile di Rieti; centro trasfusionale di Frosinone; ospedale S.S. Trinità di Sora;ospedale S.M. Goretti di Latina; presidio ospedaliero di Formia

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.itPer volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627 Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687 Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis più vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545Per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana: Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo; Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo;Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.htmlPer enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201


CHIAMATE AL 06/68201 è LA PROTEZIONE CIVILECHIEDETE ALL AVIS PER LE DONAZIONI è URGENTE