sabato 25 aprile 2009

BUON 25 APRILE A TUTTI


Antonio Gramsci - Indifferenti



“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

lunedì 6 aprile 2009

HELP TO ABRUZZO NOW SUBITO

8/4/2009 Un aiuto subito" - “Un aiuto subito”, an appeal on behalf of communities affected by the Abruzzo earthquake, was launched within hours of the disaster by the Corriere della Sera, Corriere.it, the Gazzetta dello Sport, Gazzetta.it and City. WHAT TO DO – Anyone wishing to make a donation to help victims in the earthquake zone can do so by bank transfer or by credit card. BANK TRANSFER: Intesa-San Paolo, ABI 3069, CAB 05061, account number 1000/144, account name: “Un aiuto subito – Terremoto dell’Abruzzo”. IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144 CREDIT CARD DONATIONS (CartaSi, MasterCard, Visa, American Express) CartaSi Freephone: 800 317800 (from some mobiles, dial 12 followed by the number) Calls from abroad: +39 02 34980235. Have your credit card ready and follow the recorded instructions.
(notizia Corriere.it)

7/4/2009 ROMA - Appello dei Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a tutti i volontari di Pescara e provincia, a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto che ha colpito l'Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.
(NOTIZIA ANSA)

L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO. Per INFO 06 491340, per favore fate di questo post il vostro status.

Donazione sangue Terremoto Aquila lunedi 6 2009
Serve sangue per i terremotati dell'Aquila e le zone del terremoto circostanti ecco le informazioni necessarie

12:51 Elenco ambulatori nel Lazio dove donare il sangueElenco degli ambulatori nel Lazio dove si puiò donare il sangue.Policlinico Umberto I;ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli; ospedale Sandro Pertini; Policlinico Tor Vergata; ospedale San Giovanni Evangelista Tivoli; ospedale Delfino Parodi Colleferro; San Giovanni Addolorata; Cto; ospedale S. Eugenio; ospedale civile di Velletri; ospedale civile di Frascati; ospedale civile di Anzio/Nettuno; San Camillo Forlanini; ospedale Grassi di Ostia;ospedale Pediatrico Bambino Gesù;I.F.OSan Filippo Neri; ospedale S. Andrea; ospedale San Pietro FBF; ospedale S. Spirito;ospedale civile San Paolo di Civitavecchia;policlinico Gemelli; ospedale degli Infermi di Viterbo; ospedale Civile di Rieti; centro trasfusionale di Frosinone; ospedale S.S. Trinità di Sora;ospedale S.M. Goretti di Latina; presidio ospedaliero di Formia

Per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.itPer volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale 06.68201Per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627 Per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali, per Pescara: Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687 Per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis più vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1545Per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana: Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo; Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo;Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.htmlPer enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201


CHIAMATE AL 06/68201 è LA PROTEZIONE CIVILECHIEDETE ALL AVIS PER LE DONAZIONI è URGENTE

lunedì 16 marzo 2009

EUROSCUOLA: UN GIORNO DA PARLAMENTARE EUROPEO











Una giornata da protagonisti all'interno del Parlamento Europeo di Strasburgo (Francia) per studenti e professori. Si tratta di Euroscuola il programma che da piu' di 20 anni consente a gruppi di studenti di passare una giornata intera all'interno del parlamento di Strasburgo simulando il lavoro del debutato comunitario, confrontandosi percio' con le diverse culture che compongono il variegato quadro dell'Unione Europea. La giornata tipo inizia la mattina attorno alla 830 quando i vari gruppi confluiscono nell'emiciclo di Strasburgo accolti dai funzionari addetti all'organizzazione, vengono identificati e accompagnati a fare una breve colazione. Attorno alle 1030 vengono accompagnati nell'emiciclo e fatti accomodare nei banchi dei deputati, a quel punto gli viene spiegata la storia delle istituzioni comunitarie e del parlamento, nonché le sfide e le prospettive future dell'unione. Alle 1330 pranzo al ristorante del parlamento al termine vengono fatti gli Eurogame, un gioco a quiz che mette in competizione i vari gruppi. Nel pomeriggio avviene la parte piu' importante con la formazione delle commissioni, 4 ragazzi per scuola confluiscono in questi gruppi di lavoro dove vengono discussi importanti temi di attualità (cittadinana, allargamento, solidarietà ecc), terminata la discussione viene redatto e votato un documento da presentare in aula. Nel frattempo i vari professori riuniti anch'essi in un aula discutono delle diverse esperienze formative e del concetto di Europa nei rispettivi paesi. Terminati i lavori delle commissioni (1600), i ragazzi riaffluiscono nell'emiciclo dove discutono e votano i vari documenti. A conclusione della giornata vengono premiati i vincitori di Eurogames ed ogni scuola sfila con la bandiera del proprio stato ricevendo alla fine una bandiera dell'Unione Europea. Per partecipare o per infornazioni contattare il: eproma@europarl.eu.int

domenica 11 gennaio 2009

DIECI ANNI SENZA FABRIZIO DE ANDRE'

11 gennaio 1999 - 11 gennaio 2009
La Città Vecchia
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenzapresto affinerà le capacità con l'esperienza dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e invernoa stratracannare a stramaledire le donne,
il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiereper dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse quella che sola ti può dare una lezionequella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notteti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisettequando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli in quell'aria spessa carica di sale,
gonfia di odori lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicheraida buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondose
non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.

lunedì 5 gennaio 2009

ISOLA D'ELBA IN INVERNO: TRA FASCINO, MALINCONIA E PAESAGGI MONTANI

Marciana Alta con alle spalle il monte Capanne innevato.




Spiaggia di margidore inalgata (si dice cosi?)

Ecco come è messa la spiaggia di Lacona d'inverno dopo le mareggiate che ogni anno sconvolgono il paesaggio che il turista, spesso distratto, osserva d'estate. Nei mesi freddi pare che il mare e la natura in generale vogliano ripredersi quello che d'estate gli viene sottratto. Il risultato è un disordine a tratti drammatico che però rilascia un fascino selvaggio e romantico. Della serie forse l'elba meriterebbe di essere maggiormente visitata in questi mesi rispetto a quelli tradizionali delle vacanze estive.





















venerdì 12 dicembre 2008

QUANDO L'ARNO E' IN PIENA GLI UCCELLINI SI METTONO IN POSA

Non curanti dell'Arno gonfio come non mai tre passerotti al centro di Ponte Vecchio, forse imitando gli artisti di strada, si esibiscono in pose varie sperando forse di ottenere del cibo. Si vede che anche i passerotti risentono della crisi e ne studiano di tutte per sbarcare il lunario.











Sembra passato un secolo da quando, poco più di un mese fa, il vecchio fiume Arno era in secca ed era infestato da alghe maleodoranti che gli davano un colore verdognolo. In questi giorni, grazie alle abbondanti pioggie, ha riacquistato la sua antica possenza riuscendo a fare perfino un pò paura memore dell'ultima disastrosa alluvione (1966) ma anche perchè consapevoli che poco si è fatto perchè un tale tragico evento non si ripeta.




lunedì 1 dicembre 2008

AL MANDELA FORUM DI FIRENZE VA IN SCENA LA PROTESTA







Nella serata di lunedì 1° dicembre 2008, al palazzetto dello sport Mandela forum di Firenze, c'è stato un insolito spettacolo gratuito messo in scena dall'orchestra e dal coro del Maggio musicale fiorentino per protestare contro i tagli alla cultura previsti dalla finanziaria. Ad ascoltare Zubin Metha e la sua orchestra oltre 5000 fiorentini che hanno accolto l'appello lanciato dal grande maestro e si sono riversati massicciamente ad acoltare la Nona sinfonia di Beethoven. Un pubblico di qualche intenditore ma di tanti profani che hanno colto l'occasione per assiestere ad uno spettacolo mozzafiato, per chi ascoltava ma anche per i tanti musicisti del Maggio commossi dal calore della gente. Alla fine ha parlato il maestro Metha che ha ricordato il terribile l'attentato avvenuto nel suo paese l'India, ed ha ricordato che un paese che taglia su educazione e cultura come sta facendo l'Italia rischia di rovinare le generazioni future.