Visualizzazione post con etichetta Lisbona. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lisbona. Mostra tutti i post

martedì 22 ottobre 2019

Visita guidata alternativa e su misura in italiano diLisbona

Vivo a Lisbona da 5 anni, sono un giornalista italiano. Adoro questa città e non lavorando per grandi gruppi voglio farvela conoscere a modo mio, come la vedono i miei occhi e come la sente il mio cuore. Vorrei farvi conoscere la sua anima intimista e antica. Mi piacerebbe trasmettere: tradizioni, storia, particolari ed aneddoti ed i segreti della gastronomia. Sempre in maniera sincera vorrei anche parlarvi delle criticità che sta portando il turismo di massa. Tutto questo negli antichi BARRIOS POPULARES di Lisbona: Alfama, Graça e Mouraria. Vi vorrei far conoscere quello che resta della città di Fernando Pessoa, Maria Severa e Amalia Rodrigues, ma anche del nostro Antonio Tabucchi. Un giro per molti ma non per tutti. Vorrei trasmettervi l'idea di città attraverso gli occhi di chi vive la città.


 


 



Il mio viaggio nel cuore della vecchia Lisbona inizia in Piazza Figueira, una volta sede di un antico mercato, e continua fino alla chiesa di Sant'Antônio e la Cattedrale (Sè), dove sarà spiegata la vita del Santo e di come arrivò sino a Padova. Subito dopo sarà la volta di Alfama, l'antico e affascinante quartiere moresco, con le sue piccole vie e gli scorci pittoreschi. Lungo la via sarà possibile provare la Ginja un tipico liquore alla ciliegia prodotto dalle sapienti mani delle signore di Alfama. Per gli amanti della cucina sarà possibile, in maniera opzionale, fermarci in un locale popolare a mangiare, chiamati tasche portoghesi. Una volta rifocillati saliremo nel secondo barrio popolare, ovvero Graça seguendo a scelta due itinerari: uno che costeggia il Castello e l'altro che arriva direttamente in cima alla collina, lungo il percorso del vecchio tram elettrico 28. Una volta arrivati ci dirigeremo al Miradouro de Graça dove è possibile vedere la migliore vista di Lisbona con sulla sinistra il Castello di São Jorge, i tetti della città e all'orizzonte il ponte 25 aprile e la statua del Cristo Rei. A quel punto scendiamo nell'ultimo barrio quello della Mouraria uno dei luoghi, assieme ad Alfama dove è nato il fado. La passeggiata termina alla Casa do Alentejo, un posto magico e naif visitabile gratuitamente, dove è possibile degustare piatti tipici nella taverna.
Info e prenotazioni: alessandroallori77@gmail.com o +351 913955662

sabato 14 ottobre 2017

Free walking tour Lisbona

Sei un turista o un viaggiatore? Vieni a Lisbona per vedere e basta o per conoscere? Fatti queste domande e datti una risposta così ti posso dire se faccio al caso tuo o meno. 



Vivo a Lisbona da 5 anni, mi interesso di storia, cultura e tradizioni lusitane, mi piacerebbe portare i miei connazionali in giro per la città a fare tour alternativi studiati per i loro gusti. Questo perché mi piace far vivere la città più che farla visitare, scoprire le tradizioni, mangiare piatti e bevande tipiche, scoprire scorci panoramici e punti che il turismo di massa distratto non vede o non vuol vedere.



 I tour a cui ho pensato sono nel centro di Lisbona: Castello, Alfama, Graca, Barrio alto, Baixa Pombalina, piazza del Commercio, Cais do Sodrè, Basilica de Estrela, quartiere di Belem e Lx Factory.

Generalmente si dividono in due gruppi:

1) Alfama, Castello e Barrio alto con brindisi finale alla Casa do Alentejo  (3/4 ore)

2)Maat (nuovo museo architettura) + Belem + Lx Factory lo spazio underground di Lisbona (3/4 ore)

Volendo è possibile organizzare una giornata a Sintra con i suoi palazzi e un finale con tramonto a Cabo da Roca. Sto pensando anche a un tour letterario sulle orme di Tabucchi.
Insomma, chiedete osando proporre.
Contattami e costruiamo in base i tuoi gusti il tuo tour e quello dei tuoi amici per le strade di Lisbona. Tutti i tour (minimo due persone) sono ad offerta libera.
Vi aspetto per bere una Ginja insieme!
Disponibile: sabato domenica e festivi italiani.      Info: alessandroallori77@gmail.com




domenica 19 febbraio 2017

Obidos il gioiello medievale del Portogallo



Se un giorno girando per il Portogallo vi imbatterete in una bella cittadina medioevale circondata da mura con castello annesso e ad ogni via vedrete delle scritte del tipo 'Beba a ginja e coma o copo' allora sarete probabilmente ad Obidos. Situata nel distetto di Leiria a un ora e mezza circa di autobus da Lisbona (partenza Campo Grande) Obidos è un aldeida (villaggio) la cui origine risale all'epoca romana in cui era conosciuta come Eburobrittium, si è ulteriormente sviluppato nell'epoca della dominazione araba per poi venire riconquistato dal nascente Regno del Portogallo, nel 1282 venne data in dote personale alla Regina Isabella che durante una visita ne rimase incantata, tale consuetudine venne estesa anche a tutte le future Regine lusitane.
Tale peculiarità è stata la sua fortuna in quanto ne ha permesso un notevole sviluppo artistico ed economico e anche per questo il centro storico è restato praticamente intatto fino ai giorni nostri. Come per i nostri borghi come San Gimignano o Pienza, si può parlare di un vero proprio museo all'aperto, la peculiarità è infatti la città nel suo insieme, con i suoi vicoli e i palazzi che rimandano a posti incantati. A far da cornice le antiche mura e il castello del XIII° secolo fatto costruire da Re Dinis I° con i suoi tanti bastioni merlati, attualmente una parte è pubblica spesso destinata ad ospitare fiere mentre l'altra è diventata una Pousada (Albergo) di lusso.
Il prodotto per eccellenza di Obidos, che troverete in ogni angolo delle strade è la Ginjnha o Ginja il tipico liquore portoghese fatto con le amarene, di cui quello locale, servito con un bicchierino di cioccolata è uno dei più apprezzati e famosi. Un'altra bella caratteristica di Obidos che la rende famosa ed attrattiva per una gita fuori porta da Lisbona o Porto è quella di ospitare per tutto l'anno varie fiere all'interno della meravigliosa cornice delle mura, le più famose sono il Festival Internazionale del cioccolato (Festival Internacional de chocolate) che quest'anno sarà dal 10 marzo al 2 di aprile 2017,    il Mercato Medieval de Obidos dal 13 luglio al 6 agosto e Obidos Vila de Natal dal 30 novembre al 1 gennaio 2018. Insomma, sua per una  per una Ginja, per un visitare una fiera o per gustarsi il Portogallo più autentico una visita ad Obidos ne vale proprio la pena.

giovedì 9 febbraio 2017

LE INCREDIBILI ONDE GIGANTI DI NAZARE'


Il Portogallo con la sua particolare posizione geografica protesa per tutta la sua superficie costiera verso l'Oceano Atlantico è la meta prediletta dei surfisti di tutta Europa. Ma c'e' un posto dove le onde non sono solo un attrazione per gli amanti dello sport ma un palcoscenico di uno dei più meravigliosi spettacoli della natura che ne fa un luogo unico al mondo: questo posto e' Nazaré. Situata a meno di due ore di distanza da Lisbona direzione nord, questa incantevole località è famosa in tutto il mondo per le sue onde giganti, uno spettacolo che si può osservare in alcuni particolari giorni dell'anno in base ai venti e alle correnti. Proprio in queste acque il  28 ottobre 2013 è stato stabilito dal brasiliano Carlos Burle il record mondiale dell'onda più alta mai cavalcata in tutti i tempi arrivando all'altezza record di 24 metri. La cittadina e' divisa in due parti, nella parte bassa vi è quella nuova con il classico lungomare e gli hotel sempre pieni nel periodo estivo e la parte alta più antica (Sitio) nucleo storico dell'antico villaggio di pescatori, raggiungibile a piedi o con un ascensore, situata nella collina con una vista panoramica mozzafiato



L'architettura è caratterizzata da case bianche con alcuni edifici artistici di pregio come il Santuario de Nossa Senhora da Nazarè  e la bella piazzetta antistante piena di negozi e bancarelle di artigianato locale, in prevalenza abiti in lana all'uncinetto bianchi, che evidentemente è il colore cittadino, sempre nella piazza vicino alla terrazza sul mare vi è una cappella con dentro delle decorazioni di Azulejos, le tipiche piastrelle portoghesi e una croce in pietra con una lapide che ricorda il pellegrinaggio del navigatore Vasco da Gama recatosi a Nazarè prima di una delle sue imprese. Sempre rimanendo nel caratteristico noterete in giro per il paese molte vecchierelle vestite in abiti tipici, che a noi tanto ricordano le befane ma guai a dirglielo!
 Ma tornando alla vera attrattiva del posto ovvero le onde giganti queste pare che traggano la loro potenza da canali sottomarini poco distanti dal Forte de São Miguel Arcanjo che domina l'estremo promontorio della cittadina lusitana, e che sono la causa prima dell'aumento poderoso  della velocità e della potenza delle onde. Per arrivare al forte bisogna uscire poco fuori dall'abitato, se siete nella direzione giusta ve ne accorgerete perché alla vostra vista apparirà un arco con la scritta un po'  tronfia ma veritiera 'Benvindo as majores ondas do mundo, poco dopo l'arco è stato posizionato un monumento di dubbio gusto (magari sono io che non capisco), ovvero la statua di un surfista con la faccia da cerbiatto (forse!!) per consolarvi sulla destra potrete ammirare la lunghissima e bella Praia Do Norte.










Arrivando finalmente al forte, attualmente adibito a faro e a museo, e' possibile finalmente osservare lo spettacolo tanto atteso. Un folla copiosa fa la spola con la parte esterna del forte quella a strapiombo sulla scogliera, viste le precarie condizioni di sicurezza le autorità portoghesi hanno messo le mani avanti mettendo un cartello che impedisce l'accesso al posto con tanto di multa salata, puntualmente viene completamente ignorato dal visitatore vista anche l'assenza di barriere che ne impediscono l'accesso e consentono quindi di arrivare alla punta estrema del promontorio raggiungibile con una ripida e poco sicura scala. Lo spettacolo se siete fortunati da non finire di sotto pero' ne vale proprio la pena.                          



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             




martedì 11 ottobre 2016

Lisbona anno I°

"Un anno fa arrivavo a Lisbona con tanti sogni e speranze e poche certezze, era un giorno di pioggia e mi chiesi se era veramente la città del sole come dicevano. Un anno dopo continuo ad avere tanti sogni e speranze e qualche certezza, quella di aver conosciuto tanta bella gente e una città bellissima che conserva in sé umanità e senso di accoglienza nonostante sia sempre più preda del turismo globale che giorno dopo giorno tenta di corromperla e di omologarla. Come quel primo giorno, dopo 4 mesi ininterrotti di sole il cielo è nuvoloso, ma quantomeno non piove almeno per ora..forse è il segno che pur qualcosa lentamente si muove".

lunedì 11 luglio 2016

Portogallo campione d'Europa: la cenerentola del calcio europeo si ritrova in cima alla vetta!

Non sempre vince il migliore, anzi quasi mai. Vince chi ci crede e non si arrende mai, anche senza brillare troppo. Nello sport quello agonistico, nel calcio ridondante di milioni sempre più arabi e cinesi ogni tanto qualche cenerentola ha la meglio sui blasonati squadroni. Un anno strano questo 2016, prima il Leicester vince il campionato d'Inghilterra e ora il piccolo Portogallo ha avuto la meglio rispetto a squadre sicuramente più brillanti e mature come Germania ma anche l'Italia. Complice un girone abbordabile,  in cui però i lusitani hanno tentennato sino all'ultimo, portando a casa tre pareggi nel girone e regalando la prima storica rete all'altra cenerentola di questo campionato, ovvero l'Islanda. Il circolo dei pareggi al novantesimo è andato avanti fino alla finale, con la sola pausa della semifinale con il Galles, con un  Cristiano Ronaldo che si è fatto notare più per i suoi show fuori campo che nel possesso del pallone. Poi piano piano ci hanno creduto, la fortuna era con loro e sono cresciuti, la cenerentola si è scoperta donna e sono andati avanti fino al trionfo contro i padroni di casa. Uno scontro tra galli, in cui i transalpini si sono dimostrati decisamente più galletti da spennare. Una partita tattica, con occasioni da ambo le parti e un pericoloso palo dei francesi anche se mai veramente convincenti e aggressivi. Ma l'episodio clou della partita è stato durante il primo tempo, all'apparenza un dramma ma che invece è stata la vera scossa, ovvero l'infortunio del Dio in terra, il mitico CR7  si ritrova con il ginocchio dolorante a terra  e una falena nella guancia, riscoprendosi terreno e scoppiando a piangere come un bambino mentre consegnava la fascia da capitano. Al suo posto entra Quaresima, l'uomo jolly dell'ultima mezz'ora si ritrova a giocare per volere del fato quasi tutta la partita. Il Portogallo da formazione al servizio di uno si ritrova squadra e si riconosce in un gruppo che cresce fino al secondo tempo supplementare quando Eder simbolo degli immigrati proveniente dall'impero che fu, infila la porta transalpina mandando in delirio un intero paese e i tantissimi portoghesi che vivono all'estero, soprattutto in Francia. Pochi minuti da gestire, il Portogallo ci crede, la Francia no e si arrende spenta come l'idolo di casa Podga. A quel punto è il delirio, il Portogallo umiliato dalla Grecia nella finale degli europei 2004 è vendicato e non è più la squadra brillante che non ha mai vinto niente. Persino il cupo e malinconico ct Fernando Santos esulta dalla gioia. Lisbona e l'intero Portogallo si scopre incredulo campione d'Europa, non ci sono abituati e fondamentalmente non ci credevano nemmeno loro. Il circo è chiuso, le tende si smontano, gli sponsor festeggiano, i portoghesi pure, mentre tutt'attorno un paese protesta  duramente contro la riforma del lavoro e dove è ancora vivo il ricordo dei recenti attentati terroristici. Ma alla fine c'est la vie e soprattutto Força Portugal!



                                          



sabato 9 luglio 2016

Cabo da Roca dove finisce la terra e comincia il mare

Cabo de Roca 'Onde a terra se acaba e o mar começa'  non c'e' niente di meglio che questi versi di Luís Vaz de Camões  per descrivere questo promontorio scosceso sul mare,  ultimo lembo d'Europa che poi sprofonda nella maestosità dell'Oceano Atlantico.
Per arrivare a Cabo de Roca da Lisbona ci sono due percorsi: il primo e via Sintra dove una volta giunti con il treno (30minuti) nella famosa cittadina patrimonio dell'Uneco è possibile prendere il bus 403, o via Cascais  prendendo il medesimo autobus che difatti collega le due località lusitane. Io ho scelto una terza via giusto per complicarmi la vita ma anche per il desiderio di passare una parte di questa giornata di luglio al mare. In pratica sono arrivato fino a Sintra con il treno per poi prendere il  vecchio e caratteristico tram elettrico che porta a  praia das Maças. Questo curioso mezzo di trasporto antidiluviano che al prezzo di 3 euro vi porterà in questa graziosa località balneare è vivamente sconsigliato ai deboli di stomaco e a chi è suscettibile al rumore di freni poco oleati, il percorso lento e alle volte scosceso, è comunque piacevole alla vista in quanto è possibile scorgere  in lontananza le i principali palazzi e castelli di Sintra circondati da una vegetazione lussureggiante e fitta.




                                       






Premesso che una delle caratteristiche del tempo in Portogallo è che l'inverno non è mai veramente inverno e l'estate non lo e' altrettanto, e  quindi consigliabile girare sempre con una giacchetta nella borsa. Fatto sta che lasciata una Lisbona cocente e stranamente senza vento, mi sono ritrovato già da Sintra con un drastico calo della temperatura e un cielo grigio, arrivati alla spiaggia il contesto, a parte la gente in costume, non era propriamente estivo lo scenario era grigio tendente al nebbioso con il mare agitato, giusto per la gioia degli immancabili surfisti. 






Passata qualche ora sulla spiaggia e fatto un giro lungo la bella scogliera, mi decido a prendere l'autobus 441 fino a Colares per poi cambiare con il 403 che mi porta finalmente a Cabo de Roca.
Lo scenario una volta giunto sul posto fa dimenticare subito il non esaltante pomeriggio balneare, si presenta alla vista un promontorio scalfito da un vento che ne da un tocco ancor più suggestivo. Facendosi largo tra frotte di turisti di ogni razza è possibile affacciarsi nell'immensità dell'oceano che in quel luogo mostra tutta la sua potenza. Difficile non rimanere incantati da tanta bellezza naturale fatta di faraglioni alti decine di metri su cui si infrange un mare in perpetua tempesta. Sembra proprio un luogo da fine del mondo, il confine estremo della terra dove il tutto finisce e il tutto comincia al tempo stesso. Dove il più e il meno si scontrano ma non si fanno mai veramente male. Fuoco, aria, acque e terra animano la giostra de Cabo de Roca facendo a gara a mostrare la loro potenza agli occhi dei piccoli umani che osservano. Una croce in vetta al promontorio sorretta da una colonna ci ricorda chi siamo e i nostri limiti nel dover ostentare un simbolo religioso per mostrarlo. Alla base della colonna nel lato che guarda il mare vi è una lapide con la famosa frase di  Camões e  e un via vai di turisti, compreso il sottoscritto non sbagliamoci, ad immortalare la loro presenza. A vegliare su tutto un faro del diciottesimo secolo al lato del promontorio che ora come in passato, ma anche per il futuro, nonostante radar e gps, ricorda i naviganti di essere arrivati nella terra ferma. Proprio per loro vale la teoria del contrario, e in quel caso il mare a finire ed a cominciare è la terra. 






Finalmente rifocillato nell'animo, decido di finire in bellezza prendo il 403 fino a Cascais detta la località vip del Portogallo che, se confrontata con le nostre Taormina e Portofino, fa in un certo qual modo sorridere, ma che alla fine se non si hanno troppe pretese modaiole rimane un posto gradevole. Per la cronaca l'ultimo Re d'Italia Umberto II° licenziato dagli italiani decise sconsolato di passare da queste parti il suo esilio a Villa Savoia (attualmente un Hotel di lusso) visibile lungo la strada per Boca do Inferno. Inutile dire che a Cascais splendeva un gran bel sole e che le spiagge pululavano di gente e di giovani pulzelle, ma che dire anche questo è il Portogallo. 

martedì 19 aprile 2016

30 anni dall'adesione del Portogallo alla Cee - le speranze di allora, delusioni di oggi e il prezzo alto da pagare per il futuro


La percezione dell'Europa pre, durante e post crisi in un paese come il Portogallo per il quale le istituzioni comunitarie sono state un anello determinante per mettersi alle spalle definitivamente gli anni bui della dittatura. L'analisi che ne consegue parte inevitabilmente dai moti rivoluzionari culminati il 25 aprile del 1974 giorno simbolico della Rivoluzione dei Garofani, con il carico di speranze e aspettative che l'allora 'paese più povero dell'Europa occidentale' aveva nell'avvenire e che guardava assieme alla vicina Spagna la Comunità Economica Europea (Cee) come una garanzia di uno sviluppo economico e sociale. Negli anni successivi se da un lato gli ideali progressisti della Rivoluzione dei Garofani appassirono piuttosto in fretta le istituzioni democratiche si consolidarono e nel 1986 il Portogallo divenne membro effettivo della Cee. L'affermarsi della democrazia venne accompagnato da una progressiva modernizzazione e liberalizzazione dell'economia che seppur rimanendo nel complesso 'modesta' rispetto agli altri partner comunitari contribuì al consolidarsi di un relativo benessere. La voglia di apertura verso il mondo di una parte della classe economia e politica lusitana ha portato il Portogallo ad organizzare l'Expo del 1998 che ha acceso i riflettori del mondo su questo paese ancora sconosciuto ai più dando il via al turismo che rappresenta tutt'ora un settore vitale e in espansione dell'economia. Sempre quegli stessi attori economici e istituzionali vollero a tutti i costi che il Portogallo partecipasse sin da subito (1999) alla moneta unica europea (Euro) nell'illusione, non solo portoghese, che la fase espansiva dell'economia fosse duratura e che l'Euro servisse come scudo finanziario per i paesi con una moneta considerata 'debole' e con i conti pubblici non perfettamente in regola rispetto ai parametri fissati nei trattati comunitari. Gli avvenimenti turbolenti susseguitisi sin dai primi anni 2000 rivelarono la fragilità del progetto e i rischi crescenti che correvano gli stati soprattutto dell'Europa meridionale strutturalmente più deboli rispetto a quelli del nord. La grande recessione cominciata negli Stati Uniti nel 2007 con la crisi dei debiti Subprime e progressivamente allargatasi a tutto il mondo occidentale e che, con un effetto domino, diede origine nel 2012 alla crisi dei debiti sovrani che colpì duramente alcuni paesi dell'area euro tra i quali il Portogallo i cui governi furono costretti ad accettare piani di salvataggio finanziario della cosiddetta Troika per evitare il default finanziario. Il prezzo da pagare è stato notevole ed e' consistito de facto in una limitazione della sovranità economico/finanziaria essendo costretti a varare riforme strutturali della propria economia con effetti recessivi con notevole impatto nelle dinamiche occupazionali e più in generale negli standard di vita consolidati negli anni di una parte notevole della popolazione. I governi portoghesi di allora, prima a guida socialista con Josè Socrates e successivamente a guida del Partito Socialdemocratico (in Portogallo di centro destra) con Pedro Passos Coelho, hanno adottato misure drastiche e strutturali consistenti in tagli della spesa pubblica, aumento dell'Iva e lotta all'evasione che hanno suscitato le maggiori proteste sociali dalla fine della dittatura ma che hanno al contempo fatto del Portogallo una sorta di 'stato modello' per quanto riguarda il rispetto degli accordi presi con i creditori. Lo stato lusitano è anche l'unico a non essere apparente toccato da cosiddetti fenomeni 'populisti', non avendo nell'arco istituzionali partiti di estrema destra o xenofobi, e nemmeno i partiti anti-euro che sostengono dall'esterno l'attuale esecutivo Costa destano particolari preoccupazioni. Attualmente il Portogallo attraversa una fase economica migliore rispetto ad altri sia in termini di crescita del Pil che a livelli occupazionali, anche se il tutto va visto in un contesto internazionale con turbolenze crescenti e con una ripresa economica europea che in realtà ha più il volto della stagnazione.



Ma tutto questo a che prezzo? E soprattutto la ripresa attuale rende immune il Portogallo dai rischi crescenti dell'economia globale? Nel trentesimo anniversario dell'ingresso del Portogallo in Europa che percezione si ha delle istituzioni di Bruxelles? Tecnorati arroganti o partner economico/istituzionali che hanno a cuore la sorte del Portogallo e dell'intera Ue...

martedì 12 aprile 2016

Daniela Crespi e l'affascinante tecnica dell'incisione

“L’incisione non e’ solo una tecnica artistica affascinante, è una sorta di alchimia in cui a un certo punto del processo la materia sembra prender vita e il risultato finale non è quasi mai quello che avevi in testa all’inizio, hai come la sensazione di vedere qualcosa di vivo che prende forma e diventa reale”. Con queste parole l’artista torinese Daniela Crespi cerca di spiegare la sua arte, quella stessa passione che l’ha spinta nel 2008 a trasferirsi da Torino a Lisbona prima per ragioni di studio e poi per lavorare e vivere.
Daniela e’ una delle protagoniste del documentario Lisbon storie (maggiori info le trovate qui) di Daniele Coltrinari , Luca Onesti e Massimiliano Rossi che sara’ presentato alla nona edizione di 8 ½ Festa do Cinema Italiano presso lo storico Cinema São Jorge di Lisbona.
Parlaci del tuo percorso artistico e di come sei approdata a Lisbona
Ho studiato scultura e incisione all’Accademia Albertina delle Belle arti di Torino, proprio durante i miei studi scelsi dietro consiglio di un mio amico di fare l’Erasmus a Lisbona. Ero affascinata dalla lingua anche se non conoscevo niente del Portogallo. L’idea era quella di stare più tempo da queste parti per cercare di conoscere meglio la cultura, non volevo fare la classica studentessa straniera all’estero per capirci.
Conobbi un ragazzo che lavorava nello studio dello scultore Francisco Simoes, artista di cui divenni allieva e che considero ancora oggi il mio mestre (maestro), una persona con cui ho instaurato un rapporto che considero paterno e reverenziale. Mi ha permesso di maturare artisticamente e di imparare a fare il gesso come si deve.
Raccontaci questa tecnica e del perché ti affascina tanto?
L’incisione e’ nata quasi in contemporanea con la carta. E’ una tecnica di stampa che assieme alla tipografica riproduce immagini ma anche scritti, è una tecnica incredibile, una sorta di alchimia il cui risultato dipende da tanti fattori. Si parte da un disegno su una lastra che poi attraverso diversi passaggi si trasforma e prende forma, dandoti la sensazione in certi istanti di essere “vivo” e per questo non sai mai veramente quale sarà il risultato finale.
Lisbona ti ha dato la possibilità di esprimere la tua arte, ma nel complesso come vivi la realtà portoghese. Parlaci dei pro e dei contro
Come ti ho detto l’incisione è il primo motivo per cui continuo a vivere qui. Per il resto è un posto in cui riesci ad avere momenti positivi e a fare tante cose gratificanti avendo la tua indipendenza. Il contro di questi ultimi anni è stato l’aumento del costo della vita non proporzionato agli stipendi, quando sono arrivata facevo un part time e vivevo abbastanza bene, ora con un full time posso permettermi qualche cena e poco più.
La mentalità portoghese nel lavorare è molto diversa dalla nostra, un difetto che hanno è che sono molto lenti e a volte si lamentano per lamentarsi, invece dovrebbero essere più reattivi verso quello che gli viene imposto dall’esterno.
Consiglieresti agli italiani di visitare il Portogallo? Secondo te cosa dovrebbero fare i portoghesi per far conoscere maggiormente il loro paese?
E’ un paese bellissimo da visitare, anche perché è poco conosciuto. In generale dovrebbero pubblicizzare meglio la loro cultura e non pensare solo a costruire alberghi su alberghi, come sta succedendo ultimamente a Lisbona. I portoghesi secondo me, poi, hanno un senso di inferiorità verso l’esterno ingiustificato. Dovrebbero prendere coscienza dell’importanza della loro storia e della loro cultura e magari preoccuparsi di comunicarlo meglio all’estero.
Maggiori info su Daniela Crespi le trovate qui:
tatadany@hotmail.com




venerdì 8 aprile 2016

Mick Mengucci un mix musicale adrenalinico e travolgente nella notte lisboeta

Trovare vita e ispirazione in questa Lisbona dove guardando in direzione dell’oceano e’ possibile sognare, andando oltre, verso terre lontane ma paradossalmente così vicine e comunicanti. E’ questo l’incipit culturale di Mick Mengucci musicista e cantante riminese residente da tempo in terra lusitana. La sua musica e’ un mix adrenalinico e travolgente tra ritmi brasiliani, capoverdiani e angolani non scordando le sue origini jazz e italiane. Una contaminazione musicale che quasi ogni sera Mick porta nei locali lisboeti, quelli “veri’ o almeno quelli che provano a resistere all’orda globale della musica mordi e fuggi. Una sorta di precursore della recente immigrazione italiana in questa terra di frontiera, difatti Mick e’ uno dei protagonisti del film documentario Lisbon storie (maggior informazioni le trovate qui) di Daniele Coltrinari , Luca Onesti e Massimiliano Rossi che sara’ presentato alla nona edizione di 8 ½ Festa do Cinema Italiano il festival internazionale del cinema italiano di Lisbona.
Raccontaci come sei arrivato a Lisbona e soprattutto perché ci sei rimasto?
La prima volta che sono arrivato in Portogallo e’ stato nel ’96 per circa due mesi, poi definitivamente dal ’98 per motivi di studio frequentando un master in geo sistemi e in seguito avendo ottenuto una borsa di dottorato in image processing.
I primi tempi a dir la verità ho pensato a divertirmi e a cercare di capire il posto e la sua cultura. A Bologna già da prima suonavo musica jazz e brasiliana, a Lisbona ho trovato un ambiente multiculturale vivo e puro attraverso il quale mi sono evoluto aprendomi alla musica di Capo Verde e dell’Angola. Ho cercato di mettere a frutto le mie esperienze passate arricchendole con gli stili musicali provenienti da quel mondo che una piccola terra come il Portogallo che in passato ha colonizzato ma che ora, come uno scherzo della storia, torna indietro, per certi versi, con una cultura propria vitale e affascinante.
Prova a descrivere la musica di Capo Verde e dell’Angola a persone che non la conoscono…
Capo Verde e’ un arcipelago creolo, la musica creola è un po’ una cugina della musica brasiliana, al suo interno ci sono ritmi di tutte le culture lusitane, quindi portoghesi, africane e brasiliane. Mentre la musica angolana pur provenendo dallo stesso mondo, ha un ritmo decisamente più incazzato e puramente nero.
Come hai visto cambiare Lisbona in questi 20 anni?
La città e’ cambiata molto, con il tempo si e’ internazionalizzata aprendosi finalmente al mondo. L’Expo del ’98 e’ stato determinante per questo cambiamento,  si e’ trattato proprio di una vera botta di vita, i lisboeti stessi sono più aperti di prima e più sociali nonostante il carattere tendenzialmente riservato che li caratterizza. Quello che pero’ mi colpì di Lisbona venti anni fa era il fatto che non sembrava affatto una capitale ma una sorta di paesone, questo gli dava un tono umano e rilassato. Ora si e’ più europeizzata, termine che porta con se concetti sia positivi che negativi, sicuramente è più pulita e meno decadente di prima anche se rischia di perdere un po’ di genuinità. Quello che mi piace di qui è il fatto che la gente è più semplice e vive in maniera meno stressata che da noi.
Descrivici in poche parole i portoghesi..
Vivono nel paradosso di essere nati in un posto ai margini dei grandi interessi mondiali ma nonostante tutto credono di essere al centro del mondo.
Cosa fai attualmente? I tuoi progetti futuri?
Che dire, suono spesso la notte nei locali di Lisbona, talvolta da solo altre volte con altri musicisti. Da tre anni sto cercando di dedicarmi alle istallazioni multimediali cercando di unire le mie competenze tecniche con quelle artistiche. Sto coordinando un progetto che si chiama LABIO che si basa su esperienze di interazione tra diverse forme di arte e tecnologia, uno spazio dove si possa praticare l’arte della parola unendola con altre forme artistiche.
Biografia: Mick Mengucci classe 69, e’ un musicista italo/svedese residente in Portogallo a Lisbona. Ingegnere minerario con un dottorato in processi dell’immagine. E’ un compositore, cantante, chitarrista e percussionista specializzato in musica brasiliana, africana, jazz e musica italiana. Inoltre si occupa di programmazione multimediale per performance e installazioni artistiche. Fondatore e coordinatore del progetto LABIO con il quale organizza Slam Poetry.
Contatti: