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martedì 22 ottobre 2019

Visita guidata alternativa e su misura in italiano diLisbona

Vivo a Lisbona da 5 anni, sono un giornalista italiano. Adoro questa città e non lavorando per grandi gruppi voglio farvela conoscere a modo mio, come la vedono i miei occhi e come la sente il mio cuore. Vorrei farvi conoscere la sua anima intimista e antica. Mi piacerebbe trasmettere: tradizioni, storia, particolari ed aneddoti ed i segreti della gastronomia. Sempre in maniera sincera vorrei anche parlarvi delle criticità che sta portando il turismo di massa. Tutto questo negli antichi BARRIOS POPULARES di Lisbona: Alfama, Graça e Mouraria. Vi vorrei far conoscere quello che resta della città di Fernando Pessoa, Maria Severa e Amalia Rodrigues, ma anche del nostro Antonio Tabucchi. Un giro per molti ma non per tutti. Vorrei trasmettervi l'idea di città attraverso gli occhi di chi vive la città.


 


 



Il mio viaggio nel cuore della vecchia Lisbona inizia in Piazza Figueira, una volta sede di un antico mercato, e continua fino alla chiesa di Sant'Antônio e la Cattedrale (Sè), dove sarà spiegata la vita del Santo e di come arrivò sino a Padova. Subito dopo sarà la volta di Alfama, l'antico e affascinante quartiere moresco, con le sue piccole vie e gli scorci pittoreschi. Lungo la via sarà possibile provare la Ginja un tipico liquore alla ciliegia prodotto dalle sapienti mani delle signore di Alfama. Per gli amanti della cucina sarà possibile, in maniera opzionale, fermarci in un locale popolare a mangiare, chiamati tasche portoghesi. Una volta rifocillati saliremo nel secondo barrio popolare, ovvero Graça seguendo a scelta due itinerari: uno che costeggia il Castello e l'altro che arriva direttamente in cima alla collina, lungo il percorso del vecchio tram elettrico 28. Una volta arrivati ci dirigeremo al Miradouro de Graça dove è possibile vedere la migliore vista di Lisbona con sulla sinistra il Castello di São Jorge, i tetti della città e all'orizzonte il ponte 25 aprile e la statua del Cristo Rei. A quel punto scendiamo nell'ultimo barrio quello della Mouraria uno dei luoghi, assieme ad Alfama dove è nato il fado. La passeggiata termina alla Casa do Alentejo, un posto magico e naif visitabile gratuitamente, dove è possibile degustare piatti tipici nella taverna.
Info e prenotazioni: alessandroallori77@gmail.com o +351 913955662

domenica 12 marzo 2017

Natural Mania il blog a tutto green!

E' online il blog 'Natural Mania' uno spazio creato da alcuni amanti del green style. Un sito che ha l'ambizione di voler essere un punto d'incontro per gli amanti delle nuove tendenze della green revolution e che credano che stile e protezione dell'ambiente possano andare a braccetto nella creazione di preziosi oggetti di moda e di design. Il sito è diviso in in 3 sezioni principali: green style, design e moda in cui verranno attraverso post tematici e interviste tutte le principali tendenze del momento, soffermandosi su esperienze e intervistando aziende che portano avanti varie battagli quali il crueltyfree, il riciclo e l'uso di materiali biodegradabili e non nocivi per l'ambiente e per le persone che  stanno attorno. Si soffermeranno nei loro post su materiali che pur essendo lavorati da millenni (come il sughero portoghese, la juta e la canapa indiana) stanno vivendo una nuova primavera grazie a giovani creativi che puntano a rinnovare il loro concetto di uso dando vita a dei brand che stanno piano piano uscendo dal concetto di nicchia in cui il consumismo di massa li vuole per forza rilegati. Per chi vuole contribuire a naturalmania.it o che vuole autoproporre articoli diamo volentieri il loro contatto: info@naturalmania.it .


domenica 19 febbraio 2017

Obidos il gioiello medievale del Portogallo



Se un giorno girando per il Portogallo vi imbatterete in una bella cittadina medioevale circondata da mura con castello annesso e ad ogni via vedrete delle scritte del tipo 'Beba a ginja e coma o copo' allora sarete probabilmente ad Obidos. Situata nel distetto di Leiria a un ora e mezza circa di autobus da Lisbona (partenza Campo Grande) Obidos è un aldeida (villaggio) la cui origine risale all'epoca romana in cui era conosciuta come Eburobrittium, si è ulteriormente sviluppato nell'epoca della dominazione araba per poi venire riconquistato dal nascente Regno del Portogallo, nel 1282 venne data in dote personale alla Regina Isabella che durante una visita ne rimase incantata, tale consuetudine venne estesa anche a tutte le future Regine lusitane.
Tale peculiarità è stata la sua fortuna in quanto ne ha permesso un notevole sviluppo artistico ed economico e anche per questo il centro storico è restato praticamente intatto fino ai giorni nostri. Come per i nostri borghi come San Gimignano o Pienza, si può parlare di un vero proprio museo all'aperto, la peculiarità è infatti la città nel suo insieme, con i suoi vicoli e i palazzi che rimandano a posti incantati. A far da cornice le antiche mura e il castello del XIII° secolo fatto costruire da Re Dinis I° con i suoi tanti bastioni merlati, attualmente una parte è pubblica spesso destinata ad ospitare fiere mentre l'altra è diventata una Pousada (Albergo) di lusso.
Il prodotto per eccellenza di Obidos, che troverete in ogni angolo delle strade è la Ginjnha o Ginja il tipico liquore portoghese fatto con le amarene, di cui quello locale, servito con un bicchierino di cioccolata è uno dei più apprezzati e famosi. Un'altra bella caratteristica di Obidos che la rende famosa ed attrattiva per una gita fuori porta da Lisbona o Porto è quella di ospitare per tutto l'anno varie fiere all'interno della meravigliosa cornice delle mura, le più famose sono il Festival Internazionale del cioccolato (Festival Internacional de chocolate) che quest'anno sarà dal 10 marzo al 2 di aprile 2017,    il Mercato Medieval de Obidos dal 13 luglio al 6 agosto e Obidos Vila de Natal dal 30 novembre al 1 gennaio 2018. Insomma, sua per una  per una Ginja, per un visitare una fiera o per gustarsi il Portogallo più autentico una visita ad Obidos ne vale proprio la pena.

giovedì 9 febbraio 2017

LE INCREDIBILI ONDE GIGANTI DI NAZARE'


Il Portogallo con la sua particolare posizione geografica protesa per tutta la sua superficie costiera verso l'Oceano Atlantico è la meta prediletta dei surfisti di tutta Europa. Ma c'e' un posto dove le onde non sono solo un attrazione per gli amanti dello sport ma un palcoscenico di uno dei più meravigliosi spettacoli della natura che ne fa un luogo unico al mondo: questo posto e' Nazaré. Situata a meno di due ore di distanza da Lisbona direzione nord, questa incantevole località è famosa in tutto il mondo per le sue onde giganti, uno spettacolo che si può osservare in alcuni particolari giorni dell'anno in base ai venti e alle correnti. Proprio in queste acque il  28 ottobre 2013 è stato stabilito dal brasiliano Carlos Burle il record mondiale dell'onda più alta mai cavalcata in tutti i tempi arrivando all'altezza record di 24 metri. La cittadina e' divisa in due parti, nella parte bassa vi è quella nuova con il classico lungomare e gli hotel sempre pieni nel periodo estivo e la parte alta più antica (Sitio) nucleo storico dell'antico villaggio di pescatori, raggiungibile a piedi o con un ascensore, situata nella collina con una vista panoramica mozzafiato



L'architettura è caratterizzata da case bianche con alcuni edifici artistici di pregio come il Santuario de Nossa Senhora da Nazarè  e la bella piazzetta antistante piena di negozi e bancarelle di artigianato locale, in prevalenza abiti in lana all'uncinetto bianchi, che evidentemente è il colore cittadino, sempre nella piazza vicino alla terrazza sul mare vi è una cappella con dentro delle decorazioni di Azulejos, le tipiche piastrelle portoghesi e una croce in pietra con una lapide che ricorda il pellegrinaggio del navigatore Vasco da Gama recatosi a Nazarè prima di una delle sue imprese. Sempre rimanendo nel caratteristico noterete in giro per il paese molte vecchierelle vestite in abiti tipici, che a noi tanto ricordano le befane ma guai a dirglielo!
 Ma tornando alla vera attrattiva del posto ovvero le onde giganti queste pare che traggano la loro potenza da canali sottomarini poco distanti dal Forte de São Miguel Arcanjo che domina l'estremo promontorio della cittadina lusitana, e che sono la causa prima dell'aumento poderoso  della velocità e della potenza delle onde. Per arrivare al forte bisogna uscire poco fuori dall'abitato, se siete nella direzione giusta ve ne accorgerete perché alla vostra vista apparirà un arco con la scritta un po'  tronfia ma veritiera 'Benvindo as majores ondas do mundo, poco dopo l'arco è stato posizionato un monumento di dubbio gusto (magari sono io che non capisco), ovvero la statua di un surfista con la faccia da cerbiatto (forse!!) per consolarvi sulla destra potrete ammirare la lunghissima e bella Praia Do Norte.










Arrivando finalmente al forte, attualmente adibito a faro e a museo, e' possibile finalmente osservare lo spettacolo tanto atteso. Un folla copiosa fa la spola con la parte esterna del forte quella a strapiombo sulla scogliera, viste le precarie condizioni di sicurezza le autorità portoghesi hanno messo le mani avanti mettendo un cartello che impedisce l'accesso al posto con tanto di multa salata, puntualmente viene completamente ignorato dal visitatore vista anche l'assenza di barriere che ne impediscono l'accesso e consentono quindi di arrivare alla punta estrema del promontorio raggiungibile con una ripida e poco sicura scala. Lo spettacolo se siete fortunati da non finire di sotto pero' ne vale proprio la pena.                          



                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             




martedì 25 ottobre 2016

Il sughero l'oro verde del Portogallo

Il sughero o cortiça è considerato da molti l'oro verde del Portogallo. Da tempi antichissimi in questa terra si utilizza questo materiale naturale ricavato dalle quercie (Quercus Suber) per molteplici scopi. Furono i monaci a scoprirne per esempio il potere isolante rivestendo le pareti dei delle celle come quelle del Convento dos Capuchos a Sintra, il Convento de Santa Cruz o il Convento de Serra da Arrabida ma non solo venne usato per le decorazioni di vari ambienti religiosi e nobiliari. Fu con l'avvento della bottiglia di vetro che pero' avvenne la vera e propria 'rivoluzione del sughero' che ne decretò grazie al tappo il successo a livello internazionale.

Una gestazione, quella fatta da madre natura, lenta e paziente come l'indole portoghese, di fatti una quercia di sughero impiega circa 25 anni per arrivare a regime e 40 perché lo spessore del sughero sia sufficiente per essere utilizzato. 

Tutto nasce nelle foreste dell'Alentejo e dell'Algarve dove vi sono gran parte dei 737 mila ettari di sughereti portoghesi per una produzione stimata di 182 mila tonnellate l'anno circa il 50% della produzione europea. La lavorazione del sughero è un prodotto collegiale a più menti, si comincia dai coltivatori e raccoglitori  per finire nelle mani artigiane di chi realizza il prodotto finito che attualmente ricopre svariati campi: dal classico tappo da bottiglia, ai rivestimenti e gli isolanti per finire alla moda e il design La lavorazione avviene pero' a nord nella zona di Porto dove vi sono decine di industrie alcune medio-grandi altre, ovvero la maggior parte, semi artigianali. Una produzione che meriterebbe maggior risalto è quella di prodotti di moda: borse, portafogli, sandali, cinture e tanto altro.
 Veri e propri gioielli di fashion vegan ancora poco conosciuti oltre le frontiera lusitana. Questi oggetti presenti un po ovunque nei mercatini portoghesi si stanno sviluppando in design e qualità  e potrebbero rappresentare in futuro prossimo un importante volano economico qualora istituzioni e giovani imprenditori cominciassero a farli conoscere all'estero, creando un marchio riconoscibile e spendibile a livello economico come sinonimo di qualità ed eco-compatibilità.

martedì 11 ottobre 2016

Lisbona anno I°

"Un anno fa arrivavo a Lisbona con tanti sogni e speranze e poche certezze, era un giorno di pioggia e mi chiesi se era veramente la città del sole come dicevano. Un anno dopo continuo ad avere tanti sogni e speranze e qualche certezza, quella di aver conosciuto tanta bella gente e una città bellissima che conserva in sé umanità e senso di accoglienza nonostante sia sempre più preda del turismo globale che giorno dopo giorno tenta di corromperla e di omologarla. Come quel primo giorno, dopo 4 mesi ininterrotti di sole il cielo è nuvoloso, ma quantomeno non piove almeno per ora..forse è il segno che pur qualcosa lentamente si muove".

lunedì 11 luglio 2016

Portogallo campione d'Europa: la cenerentola del calcio europeo si ritrova in cima alla vetta!

Non sempre vince il migliore, anzi quasi mai. Vince chi ci crede e non si arrende mai, anche senza brillare troppo. Nello sport quello agonistico, nel calcio ridondante di milioni sempre più arabi e cinesi ogni tanto qualche cenerentola ha la meglio sui blasonati squadroni. Un anno strano questo 2016, prima il Leicester vince il campionato d'Inghilterra e ora il piccolo Portogallo ha avuto la meglio rispetto a squadre sicuramente più brillanti e mature come Germania ma anche l'Italia. Complice un girone abbordabile,  in cui però i lusitani hanno tentennato sino all'ultimo, portando a casa tre pareggi nel girone e regalando la prima storica rete all'altra cenerentola di questo campionato, ovvero l'Islanda. Il circolo dei pareggi al novantesimo è andato avanti fino alla finale, con la sola pausa della semifinale con il Galles, con un  Cristiano Ronaldo che si è fatto notare più per i suoi show fuori campo che nel possesso del pallone. Poi piano piano ci hanno creduto, la fortuna era con loro e sono cresciuti, la cenerentola si è scoperta donna e sono andati avanti fino al trionfo contro i padroni di casa. Uno scontro tra galli, in cui i transalpini si sono dimostrati decisamente più galletti da spennare. Una partita tattica, con occasioni da ambo le parti e un pericoloso palo dei francesi anche se mai veramente convincenti e aggressivi. Ma l'episodio clou della partita è stato durante il primo tempo, all'apparenza un dramma ma che invece è stata la vera scossa, ovvero l'infortunio del Dio in terra, il mitico CR7  si ritrova con il ginocchio dolorante a terra  e una falena nella guancia, riscoprendosi terreno e scoppiando a piangere come un bambino mentre consegnava la fascia da capitano. Al suo posto entra Quaresima, l'uomo jolly dell'ultima mezz'ora si ritrova a giocare per volere del fato quasi tutta la partita. Il Portogallo da formazione al servizio di uno si ritrova squadra e si riconosce in un gruppo che cresce fino al secondo tempo supplementare quando Eder simbolo degli immigrati proveniente dall'impero che fu, infila la porta transalpina mandando in delirio un intero paese e i tantissimi portoghesi che vivono all'estero, soprattutto in Francia. Pochi minuti da gestire, il Portogallo ci crede, la Francia no e si arrende spenta come l'idolo di casa Podga. A quel punto è il delirio, il Portogallo umiliato dalla Grecia nella finale degli europei 2004 è vendicato e non è più la squadra brillante che non ha mai vinto niente. Persino il cupo e malinconico ct Fernando Santos esulta dalla gioia. Lisbona e l'intero Portogallo si scopre incredulo campione d'Europa, non ci sono abituati e fondamentalmente non ci credevano nemmeno loro. Il circo è chiuso, le tende si smontano, gli sponsor festeggiano, i portoghesi pure, mentre tutt'attorno un paese protesta  duramente contro la riforma del lavoro e dove è ancora vivo il ricordo dei recenti attentati terroristici. Ma alla fine c'est la vie e soprattutto Força Portugal!



                                          



giovedì 23 giugno 2016

C'era una volta in Portogallo, il racconto di una gara e la scoperta di un paese

Un progetto nato dalla passione per uno sport, il ciclismo e l'amore per un paese il Portogallo. Due ragazzi italiani Luca Onesti (fotografo professionista) e Daniele Coltrinari (giornalista free lance) bici alla mano hanno seguito negli ultimi tre anni 'La volta do Portugal' una delle gare ciclistiche più antiche, ma purtroppo meno conosciute del vecchio continente. Un tour che non è stato semplicemente ciclismo, ma anche racconto, incontri, interviste, paesaggi e tanto altro può offrire questo affascinante paese. Un diario di vita ed esperienze, nel nome dello sport e dell'amicizia, in cui si ripercorrono a tappe luoghi, tradizioni culturali ed enogastronomiche che difficilmente troverete in una guida turistica tradizionale. Da tutto questo è nato un libro 'C'era una volta in Portogallo' di prossima pubblicazione per Tuga Edizioni con la prefazione di Marco Pastonesi, giornalista e scrittore e già editorialista della Gazzetta dello Sport. 
Ma l'avventura non finisce qui, almeno sperano Luca e Daniele, che per affrontare la loro quarta Volta del Portogallo, ovvero la numero 78 nella storia di questa competizione a tappe, hanno indetto un progetto di crowfounding con cui aderendo si può prenotare una copia del libro e sostenerli in questa sorta di progetto in divenire. 
Prenota una copia di C'era una volta in Portogallo: clicca qui

Daniele Coltinari e Luca Onesti
Daniele Coltrinari e Luca Onesti sono anche gli ideatori di sosteniamopereira.org uno dei blog di riferimento degli italiani a Lisbona e gli autori assieme a Massimiliano Rossi del documentario sugli italiani a Lisbona 'Lisbon Storie' in corso di presentazione in numerosi festival e rassegne.



Tavira la perla dell'Algarve

Come primo viaggio in Algarve mi sono fatto consigliare da alcuni portoghesi per non finire in posti da turismo di massa e per assaporare il cosiddetto Portogallo 'autentico' che in questa terra agli estremi confini occidentali dell'Europa esiste e resiste (non si sa per quanto ancora). Tavira si trova nella parte orientale dell'Algarve quella più vicina al mediterraneo. La scelta è stata dettata anche nel tentativo di sfuggire all'acqua gelida dell'oceano e al vento che caratterizza tutto il lungo litorale luistano. La cittadina rimane a poche miglia dal mare, divisa da una laguna che con il tempo l'ha separata e protetta dalle acque dell'oceano e dai nemici arabi o spagnoli. Si tratta di un borgo pittoresco dall'atmosfera ovattata e rilassante, pieno di chiese e palazzi storici, viuzze e scorci panoramici suggestivi dove il bianco è il colore predominante con aggiunte di turchese, rosa e verde. Paese di tradizione marinare e di pescatori, conserva parte delle mura della città vecchia in parte distrutte dal disastroso terremoto del 1755 che sconvolse l'intero Portogallo. Nella parte alta del paese vi sono i resti di un castello moresco, gli arabi occuparono l'interno Algarve per circa due secoli fino al 1242, lasciando testimonianze importanti della loro presenza. Ma Tavira venne popolata sin dai tempi degli Antichi romani, difatti è opera loro il ponte principale che unisce i due lati della cittadina attraversata dal Rio Galao






Ma la vera perla balneare del posto è la famosa Ilha de Tavira (Isola di Tavira) collegata con un battellino (2uro a/r) vi ritroverete in 15 minuti scarsi di navigazione in una sorta di paradiso terrestre fatto di dune che occupano gran parte dell'isola e di una spiaggia dalla sabbia cristallina, piena di conchiglie lunga piu di 10 km. Arrivati con il battello, dopo una pinetina che offre refrigerio durante la calura, c'è la zona turistica con ristoranti di pesce. Se riuscirete a resistere all'appetito superata questa zona inizia il punto della spiaggia più attrezzato con vari stabilimenti balneari. Se non siete amanti di questo tipo di turismo non avrete altro che andare poco più avanti per avere diversi chilometri di spiaggia libera dove è possibile praticare anche naturismo. L'isola di Tavira merita alla grande, quello che di fatto la discosta da una spiaggia caraibica è la mancanza di palme, per il resto non ha nulla da invidiare.



La notte di Tavira è over 30, ovvero non caotica,  ci sono diversi ristoranti di pesce e qualche tipica tasca portoghese. Essendo meta di turismo della terza età, soprattutto anglosassone state attenti ai posti 'acchiappa turisti', in ogni caso male che vada spenderete sempre meno che in Italia. Per il dopo cena ci sono almeno un paio di posti dove fanno musica dal vivo, un Pub irlandese primo fra tutti, si chiama The Black Anchor e si trova una volta passato il ponte romano sulla sinistra. Ci sono anche classici bar portoghesi con la birra a 1 euro come la Tasca do Ze Andrè e altri in entrambi i lati del rio. Per dormire in maniera low cost esistono diversi Bad and Breakfast e un ostello (pousada de juventude tavira) in ottime condizioni, pulito e accogliente dove è possibile dormire per 13 euro a notte.







martedì 19 aprile 2016

30 anni dall'adesione del Portogallo alla Cee - le speranze di allora, delusioni di oggi e il prezzo alto da pagare per il futuro


La percezione dell'Europa pre, durante e post crisi in un paese come il Portogallo per il quale le istituzioni comunitarie sono state un anello determinante per mettersi alle spalle definitivamente gli anni bui della dittatura. L'analisi che ne consegue parte inevitabilmente dai moti rivoluzionari culminati il 25 aprile del 1974 giorno simbolico della Rivoluzione dei Garofani, con il carico di speranze e aspettative che l'allora 'paese più povero dell'Europa occidentale' aveva nell'avvenire e che guardava assieme alla vicina Spagna la Comunità Economica Europea (Cee) come una garanzia di uno sviluppo economico e sociale. Negli anni successivi se da un lato gli ideali progressisti della Rivoluzione dei Garofani appassirono piuttosto in fretta le istituzioni democratiche si consolidarono e nel 1986 il Portogallo divenne membro effettivo della Cee. L'affermarsi della democrazia venne accompagnato da una progressiva modernizzazione e liberalizzazione dell'economia che seppur rimanendo nel complesso 'modesta' rispetto agli altri partner comunitari contribuì al consolidarsi di un relativo benessere. La voglia di apertura verso il mondo di una parte della classe economia e politica lusitana ha portato il Portogallo ad organizzare l'Expo del 1998 che ha acceso i riflettori del mondo su questo paese ancora sconosciuto ai più dando il via al turismo che rappresenta tutt'ora un settore vitale e in espansione dell'economia. Sempre quegli stessi attori economici e istituzionali vollero a tutti i costi che il Portogallo partecipasse sin da subito (1999) alla moneta unica europea (Euro) nell'illusione, non solo portoghese, che la fase espansiva dell'economia fosse duratura e che l'Euro servisse come scudo finanziario per i paesi con una moneta considerata 'debole' e con i conti pubblici non perfettamente in regola rispetto ai parametri fissati nei trattati comunitari. Gli avvenimenti turbolenti susseguitisi sin dai primi anni 2000 rivelarono la fragilità del progetto e i rischi crescenti che correvano gli stati soprattutto dell'Europa meridionale strutturalmente più deboli rispetto a quelli del nord. La grande recessione cominciata negli Stati Uniti nel 2007 con la crisi dei debiti Subprime e progressivamente allargatasi a tutto il mondo occidentale e che, con un effetto domino, diede origine nel 2012 alla crisi dei debiti sovrani che colpì duramente alcuni paesi dell'area euro tra i quali il Portogallo i cui governi furono costretti ad accettare piani di salvataggio finanziario della cosiddetta Troika per evitare il default finanziario. Il prezzo da pagare è stato notevole ed e' consistito de facto in una limitazione della sovranità economico/finanziaria essendo costretti a varare riforme strutturali della propria economia con effetti recessivi con notevole impatto nelle dinamiche occupazionali e più in generale negli standard di vita consolidati negli anni di una parte notevole della popolazione. I governi portoghesi di allora, prima a guida socialista con Josè Socrates e successivamente a guida del Partito Socialdemocratico (in Portogallo di centro destra) con Pedro Passos Coelho, hanno adottato misure drastiche e strutturali consistenti in tagli della spesa pubblica, aumento dell'Iva e lotta all'evasione che hanno suscitato le maggiori proteste sociali dalla fine della dittatura ma che hanno al contempo fatto del Portogallo una sorta di 'stato modello' per quanto riguarda il rispetto degli accordi presi con i creditori. Lo stato lusitano è anche l'unico a non essere apparente toccato da cosiddetti fenomeni 'populisti', non avendo nell'arco istituzionali partiti di estrema destra o xenofobi, e nemmeno i partiti anti-euro che sostengono dall'esterno l'attuale esecutivo Costa destano particolari preoccupazioni. Attualmente il Portogallo attraversa una fase economica migliore rispetto ad altri sia in termini di crescita del Pil che a livelli occupazionali, anche se il tutto va visto in un contesto internazionale con turbolenze crescenti e con una ripresa economica europea che in realtà ha più il volto della stagnazione.



Ma tutto questo a che prezzo? E soprattutto la ripresa attuale rende immune il Portogallo dai rischi crescenti dell'economia globale? Nel trentesimo anniversario dell'ingresso del Portogallo in Europa che percezione si ha delle istituzioni di Bruxelles? Tecnorati arroganti o partner economico/istituzionali che hanno a cuore la sorte del Portogallo e dell'intera Ue...